Fondi Pensione Aperti

Cosa sono i fondi pensione aperti? Perché è sempre più importante aderirvi? Quali sono i vantaggi derivanti per gli aderenti? Sono tanti i quesiti che ruotano intorno ai fondi pensione integrativa.

In Italia, il mercato della previdenza complementare è ancora poco sviluppato rispetto ai paesi anglosassoni, ma i benefici economici e fiscali sono davvero interessanti.

Scopriamo in questa guida che cosa sono i fondi pensioni aperti, cosa li distingue da quelli “chiusi”, come è possibile aderirvi, qual è la tassazione, i rendimenti e i costi dei fondi pensione aperti.

Fondi pensione aperti: cosa sono?

I Fondi Pensione Aperti sono una delle tre principali tipologie di forme pensionistiche complementari, oltre ai fondi chiusi e ai piani individuali pensionistici (PIP).

I fondi pensione aperti sono assimilabili, per certi aspetti, ai Fondi Comuni di Investimento e sono gestiti da un Istituto di Credito, una Società di Intermediazione Mobiliare (SIM), una Società di Gestione del Risparmio (SGR) o una Compagnia di Assicurazione.

All’interno del patrimonio del gestore, i fondi pensione sono autonomi e separati contabilmente dalle attività e dalle passività iscritte in bilancio.

Queste caratteristiche fa sì che i fondi pensione aperti siano sicuri per chi vi aderisce: le somme versate e investite nel fondo sono “intaccabili” dai creditori e sono destinate solo all’erogazione della pensione integrativa.

I contributi versati ed investiti rimangono separati dalle altre risorse del patrimonio complessivo del gestore: ciò significa che se la società intermediaria fallisce o viene sottoposta a qualche procedura concorsuale, gli aderenti al fondo pensione aperto sono tutelati.

Pertanto, le risorse versate non vengono coinvolte nella procedura concorsuale o nel fallimento.

Ciò comporta, di conseguenza, che i creditori del gestore o dell’aderente non possono esercitare alcuna azione di pignoramento sul quantum versato nel fondo pensione.

Grazie a queste caratteristiche tecniche dei fondi pensione aperti, ogni risparmiatore è tutelato e protetto.

Ecco uno dei tanti motivi che dovrebbero incentivare ciascun lavoratore ad aderire volontariamente e facoltativamente ad una forma di previdenza complementare.

Chi può aderire ai fondi pensione aperti?

Una volta chiarito cosa sono i fondi pensione aperti, è importante capire quali sono le categorie di lavoratori che possono aderirvi volontariamente e facoltativamente.

Trattandosi di fondi non negoziali, a differenza di quelli “chiusi”, i fondi pensione aperti non sono riservati solo ad una categoria ristretta e delimitata di lavoratori.

Lavoratori dipendenti, titolari di Partita IVA, collaboratori a prestazione occasionale e soggetti non titolari di busta paga possono aderire ad un fondo di pensione aperto.

La sottoscrizione a questo strumento di gestione del risparmio individuale è un’azione volontaria e non cogente.

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Aderire ad un fondo pensione aperto: quali sono le opzioni?

Quali sono le forme disponibili per aderire ad un fondo pensione aperto? Scopriamole.

  1. La forma individuale: ogni aderente può decidere di contribuire al fondo pensione aperto senza depositare il TFR. Infatti, il quantum della contribuzione viene definito autonomamente e liberamente in fase di sottoscrizione contrattuale.
  2. La forma collettiva: i lavoratori dipendenti possono contribuire con il proprio il TFR ai versamenti al fondo pensione. Inoltre, si ha la possibilità di usufruire anche del contributo del datore di lavoro. Per maggiori informazioni, prima dell’adesione, è bene consultare la normativa riguardante gli accordi contrattuali previsti dall’azienda e dal settore in cui si lavora.

Possono essere iscritti ai fondi pensione aperti anche i soggetti fiscalmente a carico dell’aderente: figli studenti, coniuge, conviventi, genitori, etc.

Questa categoria di aderenti può beneficiare della deducibilità fiscale dal reddito dichiarato ai fini IRPEF, anche dei contributi versati in loro favore.

Fondo pensione aperto: come funziona?

Come anticipato, il fondo pensione aperto viene finanziato dai soggetti aderenti con il versamento periodico di contributi volontari, il cui importo è fissato autonomamente in sede di sottoscrizione contrattuale.

I contributi versati confluiscono nella propria posizione individuale e vengono rivalutati a seconda delle linee di investimento prescelte in sede di adesione: azionario, obbligazionario, bilanciato, garantito.

Infine, non bisogna dimenticare che gli aderenti possono fare anche dei versamenti aggiuntivi, aumentare l’importo dei contributi o sospenderli in qualsiasi momento.

Inoltre, la decisione di aderire ad un Fondo Pensione Aperto è irreversibile.

Fondo pensione aperto: le prestazioni previdenziali

Una volta giunti al termine della sottoscrizione del contratto, l’aderente riceve la prestazione previdenziale sotto forma di due possibili opzioni:

  • erogazione di un capitale in un’unica soluzione,
  • ricevere una rendita mensile.

Nell’arco temporale dei primi 24 mesi dall’adesione al fondo pensione aperto hai la possibilità di cambiare, senza penalità.

Il fondo pensione aperto è deducibile?

Mediante il versamento dei contributi al fondo pensione aperto, si può beneficiare di un risparmio fiscale che caratterizza il sistema della previdenza integrativa.

Infatti, ogni anno puoi dedurre dalle tasse l’ammontare totale dei contributi versati, fino ad un massimo di 5.164,57 €.

In questo modo, hai la possibilità di ridurre l’imponibile fiscale con minori imposte IRPEF da versare.

Tassazione prestazione previdenziale

Una volta che percepisci la prestazione previdenziale sotto forma di capitale o di rendita mensile: i rendimenti sono tassati con aliquota del 20% anziché del 26%.

La pensione integrativa è tassata con una ritenuta a titolo d’imposta con aliquota massima del 15%, di gran lunga più vantaggiosa rispetto a quelle IRPEF applicate sui redditi (dal 23% al 43%).

Rendimenti Fondi pensione aperti

I contributi versati dagli aderenti nel fondo pensione aperto vengono gestiti ed investiti sui mercati finanziari, secondo la logica del meccanismo di capitalizzazione.

A seconda dell’andamento dei mercati finanziari, le performance possono essere più o meno positive. Certamente, nel medio-lungo termine, il comparto azionario è quello più rischioso, ma sicuramente più remunerativo rispetto a quello obbligazionario, assai più sicuro.

Per visionare i rendimenti dei Fondi pensione aperti, si consiglia di visionare il sito della COVIP.

Ricordiamo in tale sede che i rendimenti sono soggetti ad ampie fluttuazioni; per questo, è necessario valutarli in un’ottica di medio-lungo periodo.

Costi Fondi pensione Aperti

Oltre ai rendimenti, ogni aderente al Fondo Pensione Aperto deve valutare anche i costi e gli oneri da sostenere.

Le voci di costo sono ascrivibili alle seguenti:

  • costi all’atto dell’adesione
  • costi di gestione
  • costi sui versamenti (in percentuale o importo fisso)

L’Indicatore Sintetico dei Costi (ISC) è l’indicatore chiave a cui fare riferimento per comprendere l’impatto dei costi sostenuti sul risparmio previdenziale.

Grazie all’ISC, ogni aderente al Fondo Pensione Aperto ha la possibilità di svolgere un’analisi sui benefici/costi.

Questo quoziente viene elaborato dalla Commissione di Vigilanza su Fondi Pensione (COVIP): all’incrementare della sua percentuale aumenta l’onerosità del fondo pensione aperto.

Fondi Pensione Aperti
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