Fondo Pensione: Rendita o Capitale?

Quali sono le prestazioni che saranno erogate dopo anni di versamento dei premi ad un fondo pensione o ad un PIP? Dopo anni di sacrifici e di risparmi “forzati”, finalmente, è giunto il momento di godersi sia la pensione pubblica che quella integrativa.

Eh già, per garantirsi una vita da pensionati all’insegna della stabilità economica con almeno 5 anni di partecipazione al fondo pensione chiuso o aperto, abbiamo diritto alla riscossione di un capitale o di una rendita vitalizia.

E, allora, quando si aderisce ad un fondo pensione è meglio una rendita o un capitale? Dipende, ogni modalità di erogazione ha aspetti positivi e negativi che devono essere valutati attentamente.

Continua a leggere questa guida e scopri quali sono le modalità di erogazione di una prestazione previdenziale integrativa.

Fondo pensione: quali sono le prestazioni al momento della pensione?

Sei un lavoratore che ha aderito ad un fondo pensione chiuso o aperto o ad un PIP? Dopo anni ed anni di versamento del TFR o dei premi alla Gestione separata sei giunto alla maturazione della prestazione previdenziale? Se hai risposto in modo affermativo a questi quesiti, allora, devi conoscere in dettaglio quali sono le modalità di erogazione della prestazione pensionistica a te spettante.

Meglio vedersi erogata una rendita o un capitale? Come anticipato non c’è una risposta univoca, dipende dalle diverse esigenze dei soggetti aderenti al fondo pensione.

Fondo pensione: Prestazioni in forma di capitale

Le prestazioni previdenziali in forma di capitale sono richiedibili al momento di uscita dalla vita occupazionale, ovvero quando si matura il diritto di percepire la pensione pubblica.

Per quanto concerne il quantum erogato sotto forma di capitale, il soggetto aderente ha diritto ad ottenere il 100% nei seguenti casi:

  1. essere iscritti ad una forma pensionistica complementare prima dell’aprile 1993,
  2. nel caso in cui la rendita generata dalla conversione di almeno il 70% del montante sia inferiore al 50% dell’assegno sociale annuo (nel 2019 è pari al 50% di 5.954 Euro, ovvero 2.977 Euro).

Pertanto, ogni aderente ad un fondo pensione può anche optare per la liquidazione della propria posizione individuale in un’unica soluzione, fino a un massimo del 50% del capitale accumulato.

In questo modo, ogni soggetto ha la possibilità di beneficiare dell’immediata disponibilità di una somma di denaro.

Se questo è il principale vantaggio derivante dalla modalità di erogazione della prestazione sotto forma di capitale, bisogna considerare anche il fatto che, con il passare del tempo, ogni soggetto può essere esposto al rischio di non disporre del denaro sufficiente per affrontare con serenità la vita da pensionato.

Ma, come? Era proprio l’obiettivo che ci eravamo prefissi quando eravamo lavoratori quello di assicurarci una vita da pensionati stabile e senza più pensieri.

Purtroppo, con questa modalità di prestazione previdenziale, l’importo della rendita erogata successivamente è più esiguo.

Pertanto, a nostro avviso, esercitare questa opzione non è conveniente, meglio valutare attentamente la prestazione che garantisce una rendita.

Fondo pensione: Prestazioni in forma di rendita

La prestazione previdenziale in forma di rendita può essere richiesta al momento del pensionamento e la somma che non viene percepita come capitale viene convertita in una somma periodica che viene erogata dal fondo pensione, ad integrazione della pensione pubblica.

Quando si parla di rendita reversibile? Si parla di reversibilità della rendita quando il quantum versato dall’aderente, durante la vita professionale, viene erogato ad un suo erede o ad un terzo soggetto beneficiario (coniuge, figli, etc.), dopo la sia premorienza.

Le forme di rendita corrisposte dalla maggior parte dei Fondi pensione sono ascrivibili alle seguenti:

  • rendita vitalizia immediata, prevede il pagamento di una rendita finché l’aderente è in vita;
  • rendita certa e poi vitalizia, viene corrisposta una rendita al pensionato per il numero di anni stabiliti dall’aderente. Al termine di questo periodo, la rendita si trasforma in vitalizia nel caso in cui il soggetto aderente non sia deceduto;
  • rendita vitalizia differita, che prevede il pagamento di una rendita vitalizia a partire da un dato lasso di tempo stabilito contrattualmente.

Ricordiamo in questa sede che possono essere aggiunte a queste tipologie di rendita anche le seguenti opzioni:

  • contro-assicurazione: in caso di premorienza dell’aderente al fondo pensione il capitale residuo viene versato agli eredi,
  • reversibilità: in caso di decesso dell’aderente il/i beneficiario/i ha/hanno diritto a riscuotere la pensione complementare.

Conclusioni fondo pensione: meglio rendita o capitale?

Come sopra argomentato, possiamo concludere che, a nostro avviso, l’iscritto ad un fondo pensione che opti per la rendita potrà godere – dal momento del pensionamento e per tutta la durata della vita – di una somma di denaro periodica che gli consentirà di integrare la pensione pubblica erogata dall’INPS.

Ovviamente, maggiore sarà l’età di pensionamento e l’entità della posizione accumulata, maggiore sarà l’importo della rendita mensile.

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