Fondo Pensione: Conviene?

Aderire ad un fondo pensione conviene? Aderire ad una forma di previdenza complementare ha i suoi vantaggi? Quali sono? Scopriamoli in questa guida dedicata.

A chi conviene fare un fondo pensione?

Sempre più italiani ogni anno valutano l’opzione di aderire ad un fondo pensione aperto o chiuso, date le misere prospettive legate alla pensione erogata tradizionalmente dall’INPS.

Durante la vita professionale, oltre a versare i contributi all’INPS, è sempre più una validissima soluzione provvedere ad aderire ad una forma di previdenza complementare che assicuri la stabilità della vita economica durante la vecchiaia.

Pertanto, si può già sottolineare da subito l’importanza che i Fondi Pensione rivestono in questo momento di crisi del welfare.

Infatti, oltre a mettere da parte i risparmi, ogni soggetto che aderisce al Fondo Pensione avrà la possibilità di vedersi erogata una prestazione sotto forma di capitale o di rendita, a seconda delle proprie esigenze personali.

Aderire ad un fondo pensione è una forma di risparmio “forzato”: ciò significa che per poter cogliere i frutti auspicati, è necessario risparmiare e versare il TFR o piccole somme di denaro al Fondo Pensione fino al momento di maturazione della prestazione.


I Fondi Pensione, quindi, convengono solo a chi ha una propensione al risparmio di medio-lungo termine.


 Pertanto, non sono strumenti di gestione del risparmio adatti per chi ha un’ottica di breve periodo, per chi vuole speculare e per chi necessita di somme di liquidità immediata.

Per questo, molti risparmiatori sono ostici a sottoscrivere un contratto di previdenza integrativa e, molto spesso, regna l’assoluta confusione sulla modalità di funzionamento dei Fondi Pensione.

Sono, soprattutto, i giovani che devono poterne cogliere i frutti e gli interessanti rendimenti economici garantiti una volta ritiratisi dalla vita occupazionale.

Per questo, è buon consiglio leggere attentamente questa guida per capire quando i Fondi Pensione convengono veramente.

Valutare la convenienza caso per caso

Per capire effettivamente quando conviene aderire ad un Fondo Pensione è necessario avere bene in mente il meccanismo di funzionamento di questa forma di previdenza complementare.

Per prima cosa la finalità di un Fondo Pensione integrativa è consentire al risparmiatore di avere un’entrata monetaria più alta per preservare la propria stabilità economica durante la vecchiaia.

Inoltre, si possono dedurre nella propria dichiarazione dei redditi gli importi versati per la pensione integrativa fino ad un massimo di 5.164,57€ annui.

Prima di procedere all’adesione individuale o collettiva, ecco quali step devi valutare attentamente:

  • verifica l’importo della contribuzione sul quale fare affidamento,
  • conoscere in anticipo l’importo della pensione che verrà erogata è possibile grazie ai servizi INPS come l’Estratto Conto Integrato (ECI),
  • una volta calcolato lo scostamento valoriale tra retribuzione e importo della pensione, si deve fissare un obiettivo di rendita e di risparmio che si vuole raggiungere nel corso della vita occupazionale,
  • di conseguenza, è necessario definire ed individuare il quantum ovvero quale importo del TFR destinare al Fondo pensione integrativa (chiuso, aperto o PIP),
  • scelta della linea di investimento (azionario, obbligazionario, equilibrato, dinamico, etc.),
  • scelta della tipologia di prestazione assicurativa che si vorrà ricevere una volta ritiratisi in pensione (capitale o rendita vitalizia). Si ricorda che, nel caso di rendita vitalizia, l’erogazione sarà ripartita in uno specifico numero di anni.

Come puoi capire dalla valutazione delle diverse variabili sopra esposte, non esiste purtroppo una risposta univoca se convenga o meno aderire ad un Fondo Pensione.

Tutto dipende dalla propensione a risparmiare nel tempo, dalla capacità di produrre sufficiente liquidità da destinare ad un fondo pensione complementare, dalla propensione a rischiare e dal tipo di investimento che si decide di scegliere.

Valutare i rischi della pensione complementare

Se la tua propensione al rischio è basso, potrai valutare la possibilità di aderire a fondi che investono in obbligazioni o Titoli di Stato, anche se il rendimento economico garantito sarà inferiore rispetto a quelli che investono in titoli azionari.

Nella valutazione se i fondi pensione complementare convengano o meno, bisogna notare che, in ogni caso, un rischio c’è. Si tratta di un investimento che comporta la capacità di assumere un certo livello di rischio: i mercati finanziari sono incerti ed instabili e i titoli azionari ed obbligazionari sono soggetti a continue fluttuazioni.

Per questo, occorre fare sacrifici durante la vita lavorativa per assicurarsi una stabilità economica futura.  Ma, non occorre essere neppure dei grandi investitori per permettersi di risparmiare e di destinare parte del TFR al Fondo pensione complementare.

L’importante è essere capaci di destinare con costanza dei piccoli importi che, negli anni, consentono di accumulare un bel capitale o di maturare una rendita vitalizia.

Il Regime fiscale dei Fondi Pensione conviene!

Altro interessante vantaggio che rende tale investimento conveniente è la possibilità di beneficiare di un regime fiscale della previdenza integrativa agevolato in quanto lo Stato italiano ne incentiva l’adesione.

Infatti, i contributi versati annualmente nella forma pensionistica integrativa sono deducibili ai fini IRPEF, entro il tetto massimo di deducibilità pari a 5.164,57€ annui.

A partire dal quinto anno di partecipazione al fondo pensione, i giovani possono beneficiare di un interessante bonus aggiuntivo di 2.582,29 euro annui.

Per quanto concerne la tassazione dei rendimenti ottenuti con la gestione finanziaria del fondo pensione, la normativa vigente prevedere l’applicazione dell’imposta sostitutiva sui redditi con aliquota del 20% anziché quella del 26% applicata di default alle altre forme di gestione del risparmio.

È prevista un regime fiscale agevolato non solo in fase di accumulo, ma anche in fase di erogazione della pensione integrativa.

Infatti, viene applicata una ritenuta, a titolo d’imposta, con aliquota massima del 15%, inferiore rispetto alle aliquote IRPEF applicate sui redditi complessivi (che vanno dal 23 al 43%).

L’aliquota si riduce di 0,30 punti percentuali a partire dal 15° anno di partecipazione ad una qualsiasi forma pensionistica integrativa.

Si tratta di tanti vantaggi e benefici fiscali che rendono i fondi pensione complementare una forma di gestione del risparmio davvero conveniente, specie per i giovani.

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