I fondi pensione sono sicuri?

Quanto sono sicuri i fondi pensione? Spesso e volentieri nel nostro Paese, rispetto ai paesi anglosassoni, manca una vera cultura ed educazione al risparmio.

Tra le ragioni alle base della mancata adesione alla previdenza complementare vi è la paura da parte dei contribuenti di perdere i capitali versati.

La maggior parte dei lavoratori si rivela avversa ad aderire alla previdenza complementare: il timore è quello di versare i premi in una gestione poco efficace o trasparente.

Dopo la grande crisi del sistema bancario quanto possiamo stare tranquilli ed aderire alla previdenza complementare? Scopriamolo in questa guida dedicata.

I fondi pensione sono sicuri?

Senza troppi giri di parole arriviamo al “sodo”: i fondi pensione sono sicuri e utili a integrare la pensione statale, venendo a preservare la stabilità economica una volta ritiratisi in pensione. La struttura di vigilanza e i controlli sul funzionamento dei Fondi Pensione sono tali da renderli uno degli strumenti finanziari più sicuri fra quelli disponibili ai risparmiatori italiani.

Le disposizioni normative emanate nel corso degli anni a tutela degli aderenti italiani sono trasparenti ed efficaci. Non ci devono essere timori da parte dei lavoratori che decidono di integrare la propria pensione.

Il sistema della previdenza complementare si fonda su un insieme di normative tutte finalizzate alla tutela del risparmio previdenziale. Il vero problema per la maggior parte dei lavoratori è quello di informarsi bene prima di aderire.

Oltre che essere sicuri, ci sentiamo di aggiungere che i fondi pensione sono necessari per tutelare il nostro futuro e per garantirci una sicurezza economica.  Questo è vero, soprattutto, per i giovani che sono alla ricerca di un impiego lavorativo e per coloro che hanno iniziato a versare i contributi previdenziali da qualche anno.

Il fondo pensione non è solo uno strumento di gestione del risparmio atto a garantire uno stile di vita dignitoso, ma è una forma di “protezione” per combattere la crisi del welfare italiano.

Per questo, aumentare il valore dei risparmi è certamente un’azione cautelativa e previdente per ogni aderente.

Per fare un po’ di chiarezza approfondiamo in questa sede la c.d. “Direttiva IORP II”.

Fondi pensione sicuri: la “Direttiva IORP II”

Nella Gazzetta Ufficiale del 17 gennaio 2019, n. 14, è stato pubblicato il decreto legislativo 13 dicembre 2018, n. 147, con il quale sono state apportate interessantissime modifiche alla normativa sui fondi pensione, in recepimento della Direttiva (UE) 2016/2341, relativa all’attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali (c.d. “Direttiva IORP II”).

Cosa disciplina questa Direttiva? A partire dall’1˚ febbraio 2019 è entrata in vigore la direttiva IORP 2 che introduce importanti novità sui fondi pensione.

La prima novità riguarda l’istituzione di alcuni presìdi oggi non previsti: audit interni e attuariali.

La nuova Funzione di gestione del rischio dovrà tenere conto sia dei profili finanziari, sia delle problematiche di carattere operativo del fondo. Ben si comprende che sono stati rafforzati i controlli interni sui modelli organizzativi dei fondi pensione italiani.

Oltre a questo primo pilastro, il secondo importante pilastro alla base della direttiva IORP 2 riguarda l’informazione agli aderenti/beneficiari. Infatti, i Fondi Pensione rendono disponibili agli aderenti informazioni sulle prestazioni e sulle modalità di erogazione del capitale o della rendita maturata dal beneficiario. Per esigenze di maggiore trasparenza, il Fondo Pensione comunicherà ad ogni soggetto le possibili opzioni di erogazione della prestazione almeno tre anni prima della data di uscita dal mercato occupazionale.

Per quanto concerne l’attività transfrontaliera, sono state semplificate tutte le attività aventi ad oggetto il trasferimento delle posizioni di soggetti aderenti ai Fondi Pensione di stati membri della comunità europea. Pertanto, è reso più agevole trasferire una posizione previdenziale in un nuovo fondo in un altro Stato.

Per garantire maggiore sicurezza ed efficienza alla base del funzionamento dei Fondi pensione, la direttiva IORP 2 ha rafforzato le competenze dell’Autorità di Vigilanza COVIP autorizzandola anche ad espletare ispezioni presso le società cui sono state esternalizzate attività del fondo.

Infine, ogni aderente ad un fondo pensione che riscontri anomalie o irregolarità deve presentare le opportune richieste di chiarimento e ha diritto a ricevere una risposta tempestiva, chiara ed efficace da parte della società che gestisce il fondo.

Da quanto esposto, ben si comprende che appare rafforzata la tutela e la sicurezza di ogni aderente ad un fondo pensione.

Fondo pensione garantito dallo Stato: può fallire?

Quali sono le probabilità che un fondo pensione garantito dallo Stato possa realmente fallire? Si tratta di un timore infondato?

Quando i fondi pensione sono garantiti dallo Stato non si devono avere timori: nessun rischio di default.

A stabilirlo è l’articolo 15 comma 5 del D.Lgs. 252/05 il quale prevede espressamente che “ai fondi pensione si applica esclusivamente la disciplina dell’amministrazione straordinaria e della liquidazione coatta amministrativa, con esclusione del fallimento”.

In conclusione, aderire ad una pensione integrativa significa fare un investimento nel medio-lungo termine.

La scelta del tipo di fondo pensione a cui aderire (chiuso o aperto) dipende dalla propensione al rischio di investimento e, soprattutto, dal profilo dell’aderente.

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